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3 Marzo 2007

Top Ten personale (film)

  Questa non è una vera e propria lista dei miei film preferiti, non una top-ten quindi (incominciano ad essere veramente troppe) ma pellicole di cui mi va di parlare, o meglio scrivere. Chiaramente è un “work in progress”

IL CACCIATORE di Michael Cimino

E’ facile inserire “Il Cacciatore” nella lista dei migliori film, credo possieda il più lungo elenco di “scene madri” della cinematografia di fine secolo scorso (la roulette russa tra prigionieri, quella nella Saigon che sta per crollare, la caccia solitaria al cervo, il matrimonio, il finale con “God bless America”). A me però piace ricordare il momento del rientro a casa di De Niro, quando decide di non fermarsi alla festa organizzata dagli amici e si rifugia in un motel. Non è un film sul Vietnam questo e nemmeno un film di guerra, ma sulla solitudine in cui ognuno di noi è irrimediabilmente immerso. La retorica barocca di Cimino non si ferma davanti a nulla e per questo si è esposto ad ogni tipo di critica (fascista, qualunquista, visionario, assurdo, bugiardo…) ma è triste pensare che oggi sarebbe impossibile girare un film come questo.

LETTERA  DA UNA SCONOSCIUTA di  Max Ophuls

“Quando leggerai questa lettera, forse io sarò già morta” è tutto in questa frase. L’ossessione di qualcosa irrimediabilmente perduto. Proprio per questo l’ho citata nel mio romanzo “Il giorno in cui…” Un melò immerso in una sensazione di sogno dove non ci sono lacrime, ma un senso di malinconia che non abbandona mai. Kubrick definiva Ophuls un maestro e questo la dice lunga su un uomo, cosmopolita come pochi, capace di girare film in ogni nazione in cui si trovava, non perdendo mai la sua personalità e senza mai essere banale.

ULTIMO TANGO A PARIGI di Bernardo Bertolucci

Strano il destino di questo film: a suo tempo condannato addirittura al rogo dalla censura italiana, oggi considerato una mattonata insopportabile da quella critica che si sdilinquisce per Almodovar, regista decisamente sopravvalutato. La scena del burro non c’entra nulla è ovvio, come l’affascinante Brando, mai così affascinante; colpisce più di tutto che nessun film impernato sul vuoto, sia in verità così “pieno”. “Ultimo tango” è straziante per il dolore che mette in scena, quell’inevitabile declino che ci trascina dallo stato di persone libere a quello di prigionieri di noi stessi. In più tutto è perfetto in questo film, dai dialoghi (inutile irriderli, fanno parte di quel periodo…) alla fotografia, fino alla musica ed ai vari interpreti (ricordo il grandissimo Massimo Girotti, un attore mai abbastanza considerato, che qui regge senza problemi il confronto con il “mostro” Brando).

STRATEGIA DI UNA RAPINA  di  Robert Wise

Di Harry Belafonte ne parla magnificamente anche Bob Dylan sulle sue Chronicles, citando fra l’altro proprio questo film. E’ la sua presenza a rendere speciale questo noir sui generis, dove la rapina del titolo si risolve in pochi minuti ed è sullo sfondo di una storia dove tre uomini sconfitti dalla vita cercano un riscatto che non arriverà. Wise in un clima teso ed essenziale ci spiega come l’essere umano riesca a complicare le cose semplici. Non capisco perché si parli così poco di Robert Ryan, forse perché legato per l’eternità alla figura dell’eroe negativo, ma vale Mitchum o Douglas, sicuro. Splendida la colonna sonora, con un intermezzo vocale di Belafonte da urlo. 

UN UOMO DA MARCIAPIEDE di John Schlesinger

C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA di Sergio Leone

FILM BLU di Kristof Kieslowski

ORIZZONTI DI GLORIA di Stanley Kubrick

LA NOTTE di Michelangelo Antonioni

RIFLESSI SULLA PELLE di Philip Ridley

Dove è ambientato questo film? Ed in quale epoca? Ma la domanda è soprattutto un’altra: quanto orrore deve passare davanti agli occhi di un bambino perché possa diventare uomo? Ridley è un artista totale, al suo esordio da regista, autore di magnifici romanzi, soprattutto per ragazzi, dove non si nascondono problemi veri legati alla droga, alla violenza, all’omosessualità. Qui realizza un affresco visionario di straordinaria brutalità senza però che si veda una sola goccia di sangue. Le colpe dei padri ricadono sui figli ed il silenzio uccide più di mille parole, ma Seth non è altro che un altro giovane Antoine Doinel che però non arriverà mai al mare.

GERMANIA ANNO ZERO di Roberto Rossellini

LE NOTTI BIANCHE di Luchino Visconti

HEIMAT di Edgard Reitz

TAXI DRIVER di Martin Scorsese

SATANTANGO di Bela Tarr

L’AEREO PIU’ PAZZO DEL MONDO di David Zucker

Chissà perché nelle liste dei film preferiti, nessuno inserisce mai i film comici. Le commedie intelligenti sì, ma mai i film che puntano proprio alla pancia. Certo ci sono Wilder, Lubitsch e Capra e ci mancherebbe, oppure si incensa l’eternità dei fratelli Marx o di Laurel & Hardy, ma si ha un certo pudore a parlar bene di film comici contemporanei. Questo me lo ricordo bene: non volevo nemmeno entrare al cinema a vederlo, poi durante la proiezione han dovuto mettermi sotto le poltrone e prendermi a calci per farmi smettere di ridere, perché disturbavo gli spettatori. …e pensare (lo dico senza snobismo) è difficilissimo che rida così al cinema, mi era capitato solo per “Uno sparo nel buio” di B.Edwards.

PRIMA DELLA PIOGGIA di Milko Manchevski

Archiviato in: Perché? — Stefano @ 22:38

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