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11 Settembre 2008

L’uomo che cade - Don Delillo - Einaudi

L’undici settembre non è solo un avvenimento epocale, un punto di svolta della storia contemporanea od una faccenda politica.L’undici settembre è anche un fatto privato. Lo è per noi tutti, perchè ricordiamo perfettamente cosa stavamo facendo esattamente nel momento in cui le immagini hanno iniziato ad inondare i teleschermi e tutti abbiamo pensato subito si trattasse di un action-movie girato male. A proposito, lo sapevate che nel 1996 è uscito un film “Executive decision” con Kurt Russell (spassosissimo) Halle Berry, John Leguiziano (grandissimo) e Steven Seagal (che muore subito) dove dei terroristi arabi sequestrano un aereo per farlo precipitare su Washington? L’undici settembre è un fatto privato soprattutto per le migliaia di persone che sono state coinvolte in questa tragedia. Qui abbiamo un uomo che riesce a fuggire dal crollo delle torri e ritorna a casa, sembra “fatto di fumo” e ricomincia un’esistenza che non può ricominciare. La forza delle pagine di Delillo è sfuggita ai più, perché per trattare questo argomento non ha scelto quelli della cronaca chiassosa, delle teorie complottische, nè dei rigurgiti patriottici. Perdiamo presto di vista l’ombra delle Twin Towers, ma non certo la desolazione che un lutto del genere può lasciare. Forse, tenta di dirci de Delillo, con la figura dell’Uomo che cade, performer estremo, sarà l’arte a salvarci perché ancora in grado di spiazzarci di farci innamorare.

Archiviato in: Recensioni — Stefano @ 14:54

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