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1 Agosto 2008

Come morti - Richard Lange - Einaudi

Tutti parlavano bene di Lange: Pelecanos, Boyle, la Sebold ed è stato l’entusiasmo di quest’ultima ad incuriosirmi. Cosa poteva aver colpito la sensibilità di una scrittrice molto attenta a certi meccanismi dei comportamenti umani e che io amo molto (devo ancora leggere l’ultimo romanzo, ma non tarderò…). Le note sulla quarta parlano anche di Carver, ma ci andrei piano, diverso il clima ed anche la scrittura. In più nei racconti del padre del minimalismo, la “disperazione” era una condizione che emergeva nel procedere del racconto, qui il più delle volte è un punto di partenza. L’armamentario, è vero, è sempre il solito: famiglie sfasciate, delinquenti di mezza tacca, amori alcolizzati, ma siamo più sul versante dalla California cinematografica (compreso l’ultimo Wenders americano) che non letterario stretto. Certo Lange deve ancora crescere, certe atmosfere sono un po’ stantie anche se non cade mai nel banale, in più il racconto “Ritratto di un eroe” è un autentico capolavoro.

Archiviato in: Recensioni — Stefano @ 13:32

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