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15 Luglio 2008

La solitudine dei numeri primi - Paolo Giordano - Mondadori

Se 5.000.000 fans di Elvis non potevano sbagliare, figuriamoci 800.000 lettori in Italia!Il romanzo di Giordano è un lavoro sincero ed emozionante, c’è poco da dire ed è bello trovare tanta gente d’accordo. Qualcuno ha parlato di libro da “scuola di scruttura creativa”; a parte che non si capisce cosa voglia dire, credo che proprio in una scuola simile avrebbero segato questa storia senza pensarci due volte. Un ragazzo timido con una sorella autistica? Troppo “Rain man”! Una ragazza di famiglia abbiente con un padre assente che non la capisce ed una madre psicologicamente fragile? Scontato! …e poi i due vanno ad incontrarsi! …ma non esiste! Ecco tutte le forche caudine che a cui è obbligatorio sottostare in nome della “scrittura creativa”. Giordano se ne frega e fa bene, la sua storia appassiona, ci prende, ogni tanto si fa ingenua (la vendetta della fotografa verso la più bella della classe è infantile…), racconta alla perfezione certi meccanismi crudeli dell’adolescenza che spiegano i ragazzi più di cento tavole rotonde sul bullismo. Un’unica cosa per me e non da poco: dal mio punto di vista il libro si conclude alla pagina nr. 154. Tutto il resto della storia, che prende sempre ed a tratti diventa anche ambigua, non mi interessa affatto; l’essenza è tutta lì: nelle righe finali di quella pagina a metà esatta del libro.   

Archiviato in: Recensioni — Stefano @ 13:08

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