Stefano Bon Official Website

1 Luglio 2008

Lo stato delle cose - Richard Ford - Feltrinelli

Frank Bascombe è tornato ed a riportarcelo è ovviamente Richard Ford, lo scrittore americano che con questa prova si eleva sopra tutti gli altri suoi colleghi compatrioti, DeLillo a parte, ma solo perché non confrontabili. “Lo stato delle cose” è un romanzo formidabile, non solo per come è scritto, ma è uno di quei rari (sempre più rari…) esempi di un oggetto che smette di essere tale e diventa un amico, un fedele compagno, dotato di vita propria e capace di trasmettere affetto, sincerità, dolore, compassione. Sicuramente per chi ha passato i quaranta è più facile trovarsi in queste pagine di chi è post-adolescente, anzi per una parte di uomini questo libro rappresenta una vera stella polare. Bascombe è uno che la vita fatica a capirla, ma va avanti riflettendoci su nonostante l’esistenza non sia stata tenera con lui: un figlio morto in tenera età, un conseguente divorzio, un’altra relazione ed un’altra separazione incredibile (l’ex di lei, dato per morto, ritorna!) per finire con un classico: tumore alla prostata. Richard Ford, che come sempre circoscrive la vicenda in pochi giorni, si tiene alla larga dalla retorica e tratteggia un piccolo uomo che in verità è un gigante dei nostri tempi. Il caos nella vita di Frank aumenta, proprio a ridosso del giorno del ringraziamento, ma lui non crolla attaccandosi ai ricordi, alle sensazioni, ai sentimenti e noi possiamo vedere con lui l’ambiente che lo circonda, possiamo sentire il freddo delle sue giornate invernali, vedere lo squallore di certi posti, toccare con mano una pelle che all’occhio appare vellutata, ma poi si rivela incartapecorita. E’ l’ironia la grande arma di Ford, perchè nonostante un’aria di morte che pervade tutto il romanzo, si ride e si ride tanto e Bascombe, giustamente, ride tanto di sè.

Archiviato in: Recensioni — Stefano @ 14:55

Nessun Commento »

Lascia un tuo commento