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15 Giugno 2008

Gli interessi in comune - Vanni Santoni - Feltrinelli

Chiariamo subito: non è un libro sulla/contro/inchiesta/a favore/in chiave psicanalitica/romanzo verità/ della droga.Il bel romanzo di Vanni Santoni è un magnifico spaccato di un certo tipo di provincia che chi vive in provincia conosce bene. Che i famosi “interessi in comune” siano legati alla stonatura, alla ricerca di qualche porta della percezione che non si apre mai è palese, ma quello che conta è che siano “in comune”, un’esperienza cioè condivisa in un gruppo che parte dall’adolescenza ed arriva alla piena maturità. Io pur non provando alcun sentimento di fascinazione o di ripugna verso le droghe ad esempio ho divorato il libro è questo qualcosa vorrà pur dire… Del resto il buon Vanni è scrittore vero, non cerca lo scandaletto facile, ma ha lavorato come un forsennato per (dice lui, ma non c’è motivo per non credergli) settanta stesure, racconti preliminari, schede su tutti i personaggi che sono decine… io non sarei capace di fare un lavoro del genere, ma come dice uno che una volta era un mio amico: io non sono uno scrittore… Comunque leggendo questo libro, potrete vedere i colori scialbi delle case di periferia, sentire i suoni delle notte folli trascorse da questi ragazzi ed alla fine vi sembrerà di conoscerli da sempre questa bandaccia, anche perché è difficile che qualcuno non l’abbiate conosciuto, con un altro nome, ma con la stessa faccia. In più nessuna macchietta (cosa difficilissima) ed una maliconia felliniana che ti attanaglia fino al finale. 

Archiviato in: Recensioni — Stefano @ 15:53

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