Stefano Bon Official Website

30 Marzo 2007

Recensione su Leggendo…Scrivendo

Recensione sul bel sito (bello non solo perché mi recensisce) Leggendo…Scrivendo www.leggendoscrivendo.it

Stefano Bon - IL GIORNO IN CUI SONO STATA UCCISA…
Ed. Traccediverse- pag 135- € 14.00

… è stato il più bello della mia vita, recita il sottotitolo. A raccontare è Elisa, diciottenne di periferia o provincia – l’ambientazione è indefinita – come molte altre, che sogna avventure, amori, ricchezze e intanto ascolta musica rock. L’autore, che ha suonato per anni in una rock band, le regala infatti al sua passione e la sua competenza e in molti tratti il romanzo è come se avesse una colonna sonora, quasi fosse un lungo video clip allucinato e allucinatorio che prende qua e là tratti onirici. Un giorno, sulla strada di Elisa passa un’auto di lusso con a bordo due ragazzi che sembrano usciti da una copertina di Vogue. Si fermano, la invitano, ed Elisa nasconde la sua bicicletta e li segue, cosciente di andare incontro a un orrendo destino. Ma vuole andare fino in fondo: si dà un nuovo nome – Linda – e inizia a vivere una vita alternativa, tra lusso, boutique, ville e vizi, un’esistenza che, lei lo sa, durerà pochi giorni finchè quelli che dal primo istante chiama i suoi assassini decideranno di presentarle il conto.
Romanzo di oggi, sul vuoto lasciato dalla scomparsa dei sogni a favore di modelli e apparenze, in molti punti - come ho detto - prende le sembianze del sogno. Perché in quell’apparenza, in quella noncuranza, si perdono effettivamente i connotati della realtà, e in certi discorsi – letti nero su bianco – si coglie l’assoluta improbabilità. Eppure sono semplicemente la traduzione in parola scritta dei messaggi che ci arrivano, dove quel che conta è solo ciò che appare, dove il progetto di vita è limitato alla prossima ora, o al massimo alla prossima nottata. Scritto in un linguaggio immediato, con un io narrante che racconta asciutta e impietosa, e con personaggi che incarnano esattamente il mondo ambito e il mondo reale visti con gli occhi di una ragazzina, non concede nulla all’ottimismo forzato. Il finale, pur venato di speranza, ha comunque il retrogusto amaro di una vita nella quale, una volta scomparsi i modelli a cui ambire, resta una preoccupante incapacità di volare alto per conto proprio. (Redazione)

Archiviato in: News, Come?, Recensioni — Stefano @ 16:50

Nessun Commento »

Lascia un tuo commento