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5 Novembre 2019

Come anime leggere

Non è un caso che li abbia conosciuti lo stesso giorno in un’unica presentazione, perché Sara Gamberini e Stefano Corbetta pur essendo artisti diversissimi sono affini per profondità di scrittura.
Altro punto in comune, non banale, né casuale, è che hanno pubblicato rispettivamente “Maestoso è l’abbandono” e “Sonno bianco” per la stessa casa editrice, la Hacca, splendida realtà indipendente che ha un catalogo di sorprendente qualità, a iniziare dalle inconfondibili copertine; una raffinatezza non fine a se stessa rara a trovarsi nel panorama nazionale.
La cosa che più colpisce di Sara e Stefano è l’attraversare le lande scomode della malattia e i territori raggelati dell’incomunicabilità con un passo leggero, ma inesorabile, perché i temi sono, come si suol dire, urgenti, ma vengono affrontati senza che si perda, nemmeno per un attimo, la speranza che dovrebbe accompagnarci tutti i giorni.
Delle trame non sto a dire nulla, è una piacere scoprirle pagine dopo pagina, si sappia solo che mantengono ciò che i già magnifici titoli promettono.
Sara è una creatura fiabesca e scrive di sé stessa, ma parla a tutti noi, anche se nulla abbiamo a che fare con la psicoanalisi, perché ci narra della nostra anima, di quanto sia un veliero soggetto a subire l’imprevedibilità dei venti.
Stefano invece applica la disciplina anarchica del batterista che è stato, dipanando una storia che è un meccanismo perfetto, ma che lascia spazio a fughe improvvise.
C’è l’universo in questi due romanzi: il crollo e la voglia di ricostruire tutto, il terribile mistero dell’esistenza e il fortissimo richiamo che esercita su di noi. C’è l’alito della morte, ma anche la mappa per sfuggire alle sue trappole, volando altrove, come anime leggere.
Due libri speciali, di un’autrice e un autore speciale e, mi scuso per la ripetizione, una casa editrice speciale.

Archiviato in: Perché? — Stefano @ 22:30

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