Stefano Bon Official Website

4 Gennaio 2011

Top 20 personale anno 2010

Ecco anche quest’anno la mia, unica ed irripetibile, top 20:

AVI BUFFALO - Avi Buffalo - Sub Pop
BKO - Dirtmusic - Glitterhouse
KARI BREMNES - Ly - Strange Ways
ROKY ERIKSON WITH O.R. - True love cast out all evil - Anti
JOHN GRANT - Queen of Denmark - Bella Union
KLAXONS - Surfing the void - Polydor
MAKARAS PEN - Makaras Pen - Project
JANELLE MONAE - The archandroid - Wandaland
THE NATIONAL - High violet - 4AD
SHINING - Blackjazz - Indie
SIGHTINGS - The city of straw - Brah/Jagjaguwar
SLEEPY SUN - Fever - Atp
SOFT MOON - Soft Moon - Captured Tracks
ESPERANZA SPALDING - Chamber music society - Heads Up
SUPERCHUNK - Majesty Shredding - Merge
SUPERSILENT - 10 - Rune Grammofon
SWANS - My father will guide me up… - Young God
THE UNWINDING HOURS - The Unwinding Hours - Chem.Underground
WARPAINT - The fool - Rough Trade
YAKUZA - Of seismic consequence -Prosthetic Red

Archiviato in: Perché? — Stefano @ 16:15

1 Novembre 2010

L’inutilità della sepoltura

Due diversi fatti di cronaca degli ultimi tempi mi hanno fatto riflettere sul concetto della conservazione della memoria. Una ragazza di quindici anni cade in scooter e muore sul colpo, un coetaneo in un’altra città, per insondabili motivi, torna a casa da scuola e si spara un colpo di pistola. Ora, a parte il dolore per due vite stroncate troppo presto, o forse proprio grazie a ciò, inizia un accavallarsi di domande e tutte risultano senza risposta, anche perché trattasi di quesiti che rivolgiamo a noi stessi soprattutto per esorcizzare le nostre paure. Fin qui tutto secondo copione, ma c’è una novità, che poi così sorprendente non è ed è la diffusione di queste domande verso una pubblica opinione, una piazza dove i pensieri personali diventano di tutti. E’ attraverso le pagine Facebook dei due ragazzi che amici o semplici sconosciuti hanno consegnato parole, lacrime, dediche che stringono sì il cuore, ma fanno anche meditare. Visitando questi angoli del web si può trovare una piccola funzione funebre permanente, dove i ragazzi parlano dell’amico/a scomparso, ma anche di sé stessi e, senza il rischio di sconfinare nell’assurda pornografia dei “mostri di Avetrana”, è quanto meno interessante oltre che commovente leggere i loro messaggi. Resta scolpita nella mente di tutti la domanda più drammatica (l’unica a cui non si può rispondere) “perché?” e riga dopo riga, si può interpretare la disperazione, il dolore, lo sconforto, ma anche la speranza di un piccolo gruppo di adolescenti che però in quel momento sono tutto il mondo degli adolescenti.
Saltando in un altro continente ed in una situazione ancor più distante dai ragazzi dei nostri tempi, su Myspace mi sono invece imbattuto in varie pagine tributo a soldati caduti in Iraq od Afghanistan. Qui, oltre a bandiere a stelle e strisce svolazzanti, inni vari (si sa: in queste cose gli americani fanno le cose in grande) ci sono anche le biografie dei militari che terminano tutte in quel maledetto giorno che… Nessuna ironia, sia chiaro, la morte è, come diceva Totò “A’ livella” e davanti a lei siamo tutti uguali, ma ancor più che per gli adolescenti italiani ci troviamo di fronte ad una vera e propria lapide elettronica, dove i “sempre nei nostri pensieri” e “non ti dimenticheremo mai” sono ormai superati da biografie piene di richiami suggestivi ed il freddo marmo è stato sostituito da un ipertesto con foto, video, canzoni e spezzoni di film. Ora spostiamoci in avanti di un paio di secoli: dei nostri nonni, ci sarà una fotina con due date; di noi, o meglio dei più egocentrici di noi, ci sarà tutto quello che vogliamo consegnare ai posteri e non solo ad uso e consumo dei nostri figli e nipoti, ma dell’intero pianeta e di tutti quelli che verranno eventualmente scoperti in futuro. In un film troppo sottovalutato del 1995 “Cosa fare a Denver quando sei morto”, un ex gangster si guadagnava da vivere girando piccoli film che i malati terminali realizzavano per i propri cari; a suo tempo sembrava una bizzarria, ma allora l’unico Grande Fratello di cui si conosceva l’esistenza era quello di Orwell. Io di tutta questa storia non vedo nulla di malato, anzi faccio un’ulteriore considerazione: in prossimità del 2 novembre, come tutti gli anni, ci si lamenta della mancanza di spazio per nuovi cimiteri; se tutti noi avremo su un server il nostro spazio dove poter essere ricordati, basterà farci cremare e disperdere le ceneri al vento ed ecco che non ci sarà alcun bisogno di camposanti. Certo, i fioristi non saranno d’accordo con me e la mia non è una volgare esibizione di cinismo, ma come tutte le altre cose, credo che anche la morte o meglio la gestione del lutto, in futuro verrà modificata dalle innovazioni tecnologiche.

Archiviato in: Perché? — Stefano @ 21:10

20 Dicembre 2009

Un altro grande che se ne va…

E’ morto Igor Man. E’ stato un grande giornalista testimone di un tempo in cui il giornalismo era grande. Era illuminante leggere i suoi articoli e non è esagerato dire che oggi siamo più poveri, visti gli imbrattacarte che infestato le redazioni di questi tempi.

Archiviato in: Perché? — Stefano @ 17:54

20 Novembre 2008

Scrivere….

Dal racconto di Alice Munro “Mobili di famiglia”: “Non pensai alla storia che avrei scritto su Alfrida - non a quella in particolare - (continua…)

Archiviato in: Perché? — Stefano @ 22:49

15 Settembre 2008

In memoria di David Foster Wallace

Io non impazzisco per i libri di David Foster Wallace, ma questo non vuol dire che non lo consideri un genio. (continua…)

Archiviato in: Perché? — Stefano @ 21:20

15 Novembre 2007

Il 24 novembre al M.E.I.

Il 24 novembre alle ore 19,30 preso la Casa di Booklet al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza (continua…)

Archiviato in: Perché? — Stefano @ 18:13

31 Luglio 2007

E’ luglio il più crudele dei mesi….

E’ luglio il più crudele dei mesi e non aprile, almeno per il cinema. (continua…)

Archiviato in: Perché? — Stefano @ 13:54

30 Luglio 2007

Vi ses Ingmar

Oggi se ne è andato un grande, ma un Grande veramente (continua…)

Archiviato in: Perché? — Stefano @ 17:31

20 Luglio 2007

Esperimento riuscito!

L’esperimento del reading è riuscito lo dice anche (continua…)

Archiviato in: Perché? — Stefano @ 11:34
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