Stefano Bon Official Website

10 Settembre 2017

Le parole delle ragazze

Negli ultimi tempi mi sono trovato a leggere tre romanzi di scrittrici molto brave e, casualmente, (commento banale, residuo di maschilismo novecentesco) anche molto belle: Carmen Pellegrino, Lorenza Pieri e Zadie Smith.
I libri sono usciti da tempo, ma io come lettore sono piuttosto disordinato e seguo sempre dei percorsi tutti miei.
Oltre a essere di autrici donne, questi romanzi hanno numerose affinità: si parla abbandono, di ferite profonde, di fragilità e di impegno politico.
La resa finale però non è la stessa e di fronte alla disarmante spontaneità di Lorenza e Carmen, troviamo lo stizzoso snobismo di Zadie.
Si parla di donne dunque, ma non solo, c’è tutta un’umanità in queste pagine, un sottobosco di rapporti spezzati, di rimpianti, di parole non dette o dette male, poi le cadute, il riscatto (a volte).
In “Se mi tornassi questa sera accanto” (Giunti) c’è un padre che affida al fiume messaggi nella bottiglia per la figlia fuggita chissà dove e assistiamo a questo strano rovesciamento in cui la ragazza è un fantasma negli anni di vita vissuta all’interno della famiglia, per poi diventare “reale”, centrale nei pensieri del padre, una volta che se ne è andata.
Si riscatta così dalla condizione di soldato di un esercito inesistente al soldo del sogno dell’unico uomo di casa, un’utopia che è parabola politica di questo Paese, non per emanciparsi, ma semplicemente per diventare umana.
Di politica ce n’è tanta anche in “Isole minori” (Edizioni e/o) di quella politica che entra nella case, scuote gli animi, divide famiglie, sigla e rompe amicizie, ma che è soprattutto “vita” e non fumo che esce dalle ciminiere parlamentari.
Anche qui c’è la disillusione, le strane curve che il destino ci obbliga a percorrere una volta che abbiamo fatto una scelta e ci sono persone sconfitte, ma mai vinte.
E’ una questione reale e tocca la vita di tutti, quello scarto tra ciò che sogniamo e ciò che effettivamente vediamo realizzato ed è qui che notiamo la grande differenza tra le tre autrici.
Zadie è indubbiamente una delle più importanti scrittrici di questo scorcio di secolo, lo è come figura, un riuscito mix di multiculturalismo e glamour che ha avuto una grande forza nella prima parte degli anni duemila, ma come lettore devo dire che mi ha sempre lasciato freddo.
Ho ripreso in mano “Denti bianchi” per darci un’occhiata, ma come ai tempi dell’uscita, nonostante le molte pagine felici, non mi trasmette nulla.
In “Swing time” troviamo una Zadie più dimessa, una storia semplice, amicizie tradite e famiglie che lasciano segni come fossero ferri roventi, ma non si rinuncia al glamour con una figura di star che pare un surrogato di Madonna talmente scontata da essere vera e una protagonista che annaspa nella vita come più o meno tutti, ma con cui non si riesce a empatizzare.
Non si scappa dunque dalla sensazione di una sorta di virologa che guarda la realtà con il microscopio e che sul vetrino ogni volta mette un elemento o un microbo a suo piacimento per vedere la reazione senza alcuna partecipazione emotiva.
Carmen e Lorenza sono un’altra cosa, è chiaro. I loro personaggi, sono veri, li puoi vedere, sai che in qualche momento della tua vita hai incontrato persone così, con quel viso, quel carattere.
I loro romanzi non divagano, non ti mollano mai perché non devono dimostrare alcuna teoria; sono un continuo perdersi nella sensazione conosciuta da tutti del legare e dello slegare le corde dei sentimenti verso le persone che incontriamo nel nostro cammino di vita.
Eppure sono così diverse le nostre ragazze, anche se si sporcano le mani con una certa retorica (e va bene, che ci siamo pure rotti di tutto questo cinismo…) anche se nascono provinciali, una al mare e una in montagna (ma attenzione: niente “località alla moda”, la pur bellissima Isola del Giglio e gli Appennini, affascinanti, ma pur sempre i cugini poveri delle gloriose Alpi, opposti ai quartieri multiculturali londinesi di Zadie) ma hanno ognuna uno sguardo differente sul mondo, sarà perché Carmen è un’abbandonologa e va ai funerali degli sconosciuti, mentre Lorenza gira il mondo e si perde nel parcheggio del Pentagono e comunque la loro grande capacità di leggere l’animo delle persone è la stessa.
E poi c’è tanta acqua, il mare in un caso, il fiume nell’altro e l’acqua ci porta alla figura della madre, centrale in tutti e tre i romanzi; una combattiva e arrabbiata, una persa per sempre in una nebbia di dolore e falsi ricordi e una impegnata in politica, per tutte la stessa fragilità, la stessa lotta per trovare spazio in un mondo che non le vede, o che quando le vede, le vede per ciò che non sono.

Archiviato in: Perché? — Stefano @ 12:21

27 Dicembre 2016

Top 20 (+1) del 2016

Ecco i miei dischi preferiti del 2016 (altro anno non memorabile, comunque…)

AMERICAN FOOTBALL - American Football - Polyvynyl
AUTECHRE - Elseq 1-5 - Warp
BEN LUKAS BOYSEN - Spells - Erased Tapes
CLIMA -Monumento ao Soldado Desconhecido - Ybmusic
DOUGLAS DARE - Aforger - Erased Tapes
DAUGHTER - Not to disappear - 4AD
DE LA SOUL - And the Anonymous Nobody… - Self/Kobalt
BRIAN ENO - The ship - Warp
NICOLAS JAAR - Sirens - Other People
MICHAEL KIWANUKA - Love & Hate - Polydor
KUTIMAN - 6am - Siyal Records
MITSKI - Puberty 2 - Dead Oceans
MODER- 8 dicembre - Gloryhole Rec.
MYTHIC SUNSHIP - Ouroboros - El Paraiso Rec.
NOTHING - Tired of tomorrow - Relapse
AGNES OBEL - Citizen of glass - PIAS
PALACE - So long forever - Universal
RADIAN - On dark silent off - Thrill Jockey
HOPE SANDOVAL & THE W.I. - Until the hunter - Tendril Tales
NEIL YOUNG - Peace of trail - Reprise

Fuori classifica e fuori quota (presto scriverò una cosina…)
DAVID BOWIE - Blackstar - RCA

Archiviato in: Perché? — Stefano @ 21:20

27 Dicembre 2015

Top 20 - Anno 2015

Anche per quest’anno: i dischi che mi son piaciuti di più… semplicemente

BANG GANG – The Wolves are whispering – Bang ehf
BOOGARINS – Manual – Fat Possum
JOHN CARPENTER – Lost themes – Sacred Bones
COLDPLAY – A head full of dreams - Parlophone
DEATH CAB FOR CUTIE – Kintsugi - Atlantic
THE DECEMBERIST – What a terrible world, what a beautiful world – Capitol
ELAENIA – Floating points - Pluto
BILL FAY – Who is the sender? – Dead Oceans
FOALS – What went down – Transgressive
FOLLAKZOID – III – Sacred Bones
NILS FRAHM – Solo – Erased Tapes
GHOSTFACE KILLAH & BADBADNOTGOOD – Sour soul – Lex Records
KADAVAR – Berlin – Nuclear Blast
KILLING JOKE – Pylon - Spinefarm
PLATONICK DIVE – Overflow – Black Candy
JOSH ROUSE – The embers of time – Yep Rock
SHINING – International Blackjazz Society - Spinefarm
SLAVES – Are you satisfied? – Virgin
TERAKAFT – Alone – Outhere Rec.
KURT VILE – B’lieve I’m goin’ down – Matador

Archiviato in: Perché? — Stefano @ 17:02

29 Dicembre 2014

Top 20 - Anno 2014

Anno non formidabile, questo il meglio:

ARCA – Xen – Mute
A WINGED VICTORY FOR THE SULLEN – Atomos - Kranky
BADBADNOTGOOD – III – Innovative Leisure
BARZIN – To live alone in that long summer - Ghost
COLDPLAY – Ghost Stories – Parlophone
DAVID CROSBY – Croz – Blue Castle
DEATH HAS NO DOMINION – D.H.N.D. – SQE Music
DEERHOOF – La Isla Bonita - Polyvinyl
EAGULLS – Eagulls – Partisan
LISA GERRARD – Twilight Kingdom – Gerrard
HAVE A NICE LIFE – The Unnatural World – Enemies List
HIGH HAZELS – H.H. – Heist of hit
LA HELL GANG – Thru me again – Mexican Summer
MAGIC NUMBERS – Alias – Caroline Int.
ZARA MC FARLANE – If you knew her - Brownswood
MARISSA NADLER – July – Sacred Bones
SLEAFORD MODS – Divide and exit – Harbinger Sound
STRAND OF OAKS – Heal – Dead Oceans
TEMPLE OF DUST – Capricorn - DIHO
SHARON VAN ETTEN – Are we there – Jagjaguwar

Archiviato in: Perché? — Stefano @ 22:13

29 Dicembre 2013

Top 20 - Anno 2013

Nessun album memorabile, comunque i migliori:

ARBORETOUM – Coming out of the fog – Thrill Jockey
BLACK ANGELS – Indigo Meadow – Blue Horizon
BLACK HEARTED BROTHER – Stars are at our home- Slumberland
BORED NOTHING – Bored Nothing – Cooperative Music
JAKE BUGG – Shangri-la - Virgin
CLOUD CONTROL – Dream cave - Infectious
CRASH OF RHINOS – Knots – To lose la track
DARKSIDE – Psychic - Matador
DAUGHTER – If you leave - 4AD
ESBEN AND THE WITCH – Wash the sins not only the face - Matador
FLAMING LIPS – The Terror – Bella Union
GIRLS IN HAWAII – Everest – Naïve          
INNODE – Gridshifter – Ed. Mego
JEX THOTH – Blood Moon Rise – I hate
MARK KOZELEK & J.LAVALLE – Perils of the sea – Caldo Verde
KYLESA – Ultraviolet – S. of Mist
LUMERIANS – The high frontier - Partisan
MOONFACE – Julia with blue jeans on - Jagjaguwar
AGNES OBEL – Aventine – PIAS
STILL CORNERS – Strange pleasures – Sub Pop
 

Archiviato in: Perché? — Stefano @ 23:38

5 Gennaio 2013

Top 20 Anno 2012

Altro anno non memorabile per la musica ma…

THE BOATS – Ballads of the research department – 12K

CLOUD NOTHINGS – Attack on memory – Carpark Rec.

DEAD CAN DANCE – Anastasis – PIAS

GIARDINI DI MIRO’ – Good luck – Santeria

GRAVENHURST – The ghost in daylight – Warp

GLEN HANSARD – Rhythm and repose – Anti

HOW TO DRESS WELL – Total loss – Weird World

DAMIEN JURADO – Maraqopa – Sec. Canadian

MINT JULEP – Save your season – Unseen

MOUNT EERIE  - Clear moon – Elverum e Sun

NEUROSIS – Honor found in decay – Neurot

OM – Advaitic songs – Drag City

PALLBEARER – Sorrow and extinction – Profound Lore

PIANO MAGIC – Life has not finished with me yet – Second Language

POLIcA – Give you the ghost – Memphis Ind.

RIVAL SONS – Head down – Earache

SLEEPY SUN – Spine hits – The End

SWANS – The Seer – Young God

JESSIE WARE – Devotion – Island

WITCHCRAFT – Legend – Nuclear Blast

Archiviato in: Perché? — Stefano @ 00:20

5 Gennaio 2012

Top 20 Anno 2011

In un anno di uscite non straordinarie ecco la mia Top 20 musicale.

BEVIS FROND - The leaving of London - Woronzow

BRUTAL TRUTH - End time – Relapse

CHARALAMBIDES  - Exile  – Kranky

COLDPLAY  - Mylo Xyloto - Parlophone

DUM DUM GIRLS  - Only in dreams – Sub Pop

ENSEMBLE   - Excertps  – Fat Cat

FOVEA HEX  - Here is where we used to sing – Janet

TIM HECKER  - Ravedeath 1972 – Kranky

LOW - C’mon – Sub Pop

MASERATI - Pyramid of the sun – Temporary Resistence

OTHER LIVES “Tamer animals – TBD

PONTIAK – Comecrudos - Thrill Jockey

PSYCHIC ILLS  - Hazed dreams – Sacred Bones

RICHMOND FONTAINE - The high country – Decor

SOCIAL DISTORTION - Hard times and nursery rhymes – Epitaph

SONS AND DAUGHTERS  - Mirror mirror – Domino

WASHED OUT - Within and without – Sub Pop

WILD BEASTS - Smother – Domino

WOODEN SHJIPS - West – Thrill Jockey

JAMIE WOON - Mirrorwriting – Polydor

Archiviato in: Perché? — Stefano @ 09:11

4 Gennaio 2011

Top 20 personale anno 2010

Ecco anche quest’anno la mia, unica ed irripetibile, top 20:

AVI BUFFALO - Avi Buffalo - Sub Pop
BKO - Dirtmusic - Glitterhouse
KARI BREMNES - Ly - Strange Ways
ROKY ERIKSON WITH O.R. - True love cast out all evil - Anti
JOHN GRANT - Queen of Denmark - Bella Union
KLAXONS - Surfing the void - Polydor
MAKARAS PEN - Makaras Pen - Project
JANELLE MONAE - The archandroid - Wandaland
THE NATIONAL - High violet - 4AD
SHINING - Blackjazz - Indie
SIGHTINGS - The city of straw - Brah/Jagjaguwar
SLEEPY SUN - Fever - Atp
SOFT MOON - Soft Moon - Captured Tracks
ESPERANZA SPALDING - Chamber music society - Heads Up
SUPERCHUNK - Majesty Shredding - Merge
SUPERSILENT - 10 - Rune Grammofon
SWANS - My father will guide me up… - Young God
THE UNWINDING HOURS - The Unwinding Hours - Chem.Underground
WARPAINT - The fool - Rough Trade
YAKUZA - Of seismic consequence -Prosthetic Red

Archiviato in: Perché? — Stefano @ 16:15

1 Novembre 2010

L’inutilità della sepoltura

Due diversi fatti di cronaca degli ultimi tempi mi hanno fatto riflettere sul concetto della conservazione della memoria. Una ragazza di quindici anni cade in scooter e muore sul colpo, un coetaneo in un’altra città, per insondabili motivi, torna a casa da scuola e si spara un colpo di pistola. Ora, a parte il dolore per due vite stroncate troppo presto, o forse proprio grazie a ciò, inizia un accavallarsi di domande e tutte risultano senza risposta, anche perché trattasi di quesiti che rivolgiamo a noi stessi soprattutto per esorcizzare le nostre paure. Fin qui tutto secondo copione, ma c’è una novità, che poi così sorprendente non è ed è la diffusione di queste domande verso una pubblica opinione, una piazza dove i pensieri personali diventano di tutti. E’ attraverso le pagine Facebook dei due ragazzi che amici o semplici sconosciuti hanno consegnato parole, lacrime, dediche che stringono sì il cuore, ma fanno anche meditare. Visitando questi angoli del web si può trovare una piccola funzione funebre permanente, dove i ragazzi parlano dell’amico/a scomparso, ma anche di sé stessi e, senza il rischio di sconfinare nell’assurda pornografia dei “mostri di Avetrana”, è quanto meno interessante oltre che commovente leggere i loro messaggi. Resta scolpita nella mente di tutti la domanda più drammatica (l’unica a cui non si può rispondere) “perché?” e riga dopo riga, si può interpretare la disperazione, il dolore, lo sconforto, ma anche la speranza di un piccolo gruppo di adolescenti che però in quel momento sono tutto il mondo degli adolescenti.
Saltando in un altro continente ed in una situazione ancor più distante dai ragazzi dei nostri tempi, su Myspace mi sono invece imbattuto in varie pagine tributo a soldati caduti in Iraq od Afghanistan. Qui, oltre a bandiere a stelle e strisce svolazzanti, inni vari (si sa: in queste cose gli americani fanno le cose in grande) ci sono anche le biografie dei militari che terminano tutte in quel maledetto giorno che… Nessuna ironia, sia chiaro, la morte è, come diceva Totò “A’ livella” e davanti a lei siamo tutti uguali, ma ancor più che per gli adolescenti italiani ci troviamo di fronte ad una vera e propria lapide elettronica, dove i “sempre nei nostri pensieri” e “non ti dimenticheremo mai” sono ormai superati da biografie piene di richiami suggestivi ed il freddo marmo è stato sostituito da un ipertesto con foto, video, canzoni e spezzoni di film. Ora spostiamoci in avanti di un paio di secoli: dei nostri nonni, ci sarà una fotina con due date; di noi, o meglio dei più egocentrici di noi, ci sarà tutto quello che vogliamo consegnare ai posteri e non solo ad uso e consumo dei nostri figli e nipoti, ma dell’intero pianeta e di tutti quelli che verranno eventualmente scoperti in futuro. In un film troppo sottovalutato del 1995 “Cosa fare a Denver quando sei morto”, un ex gangster si guadagnava da vivere girando piccoli film che i malati terminali realizzavano per i propri cari; a suo tempo sembrava una bizzarria, ma allora l’unico Grande Fratello di cui si conosceva l’esistenza era quello di Orwell. Io di tutta questa storia non vedo nulla di malato, anzi faccio un’ulteriore considerazione: in prossimità del 2 novembre, come tutti gli anni, ci si lamenta della mancanza di spazio per nuovi cimiteri; se tutti noi avremo su un server il nostro spazio dove poter essere ricordati, basterà farci cremare e disperdere le ceneri al vento ed ecco che non ci sarà alcun bisogno di camposanti. Certo, i fioristi non saranno d’accordo con me e la mia non è una volgare esibizione di cinismo, ma come tutte le altre cose, credo che anche la morte o meglio la gestione del lutto, in futuro verrà modificata dalle innovazioni tecnologiche.

Archiviato in: Perché? — Stefano @ 21:10

20 Dicembre 2009

Un altro grande che se ne va…

E’ morto Igor Man. E’ stato un grande giornalista testimone di un tempo in cui il giornalismo era grande. Era illuminante leggere i suoi articoli e non è esagerato dire che oggi siamo più poveri, visti gli imbrattacarte che infestato le redazioni di questi tempi.

Archiviato in: Perché? — Stefano @ 17:54
Pagina Successiva »